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giovedì 21 febbraio 2013

Attualità - La storia di Malala

LA STORIA DI MALALA
Il ♥ nei fatti

CI SONO POSTI NEL MONDO NEI QUALI UNA RAGAZZA RISCHIA LA VITA PER POTER STUDIARE. COME QUESTA PICCOLA PAKISTANA.

Una ragazza pakistana di 15 anni. che gli integralisti islamici hanno tentato di uccidere, è diventata il simbolo del diritto delle donne all'istruzione.
Chi è "Malala Yousafzai è nata e cresciuta nello Swat, una regione del Pakistan confinante con l'Afghanistan, dove i talebani, un gruppo islamico fondamentalista, si oppongono all'istruzione delle donne e le costringono a restare chiuse in casa.  Ma lei che ha un padre insegnante e poeta, è una ragazza intelligente che a 11 anni ha iniziato a scrivere un Blog, diario di una studentessa pakistana sul sito della tv inglese Bbc per rivendicare il diritto allo studio e denunciare le violenze degli integralisti.
Cosa ha fatto il suo coraggio è stato raccontato dai media internazionali. E' diventata un'eroina. I talebani l'hanno minacciata di morte e il 9 ottobre 2012 un terrorista è salito sul bus che riportava a casa Malala e le ha sparato alla testa... Lei è sopravvissuta per miracolo e ora si trova in cura in un ospedale inglese. Poco fa una mia blogger Farfalla legger@ mi ha inviato:  Una bella notizia su Malala  *__*
Perchè merita il nobel Malala rappresenta quei 68 milioni di bambini nel mondo, di cui 32 milioni femmine ancora esclusi dall'istruzione a causa della povertà e ignoranza. Per questo
Giovanna Fiume  docente di Storia moderna all'università di Palermo e sostenitrice in Italia della candidatura di Malala al   Premio Nobel per la Pace    è d'accordo con alcuni politici norvegesi che hanno candidato Malala al Premio Nobel.  In Italia la raccolta firme a favore della piccola pakistana si può fare su questo sito:    Una firma per la coraggiosa Malala   
Io ho già firmato.
L'eroismo di Malala ci ricorda che senza l'educazione le donne non potrebbero far sentire la loro voce.
Maurizio Dalla Palma

Fonte -  settimanale  Donna Moderna - 20 febbraio 2013 

Il mio pensiero
Credo e spero che questo, potrebbe essere un Premio Nobel per la Pace dato con intelligenza e lungimiranza. (Almeno ogni tanto..visto certi precedenti)  

mercoledì 5 dicembre 2012

Fotografare l'anima


C'è qualcuno che vorrebbe fotografare l'anima
ESSENZA DEL MONDO DA ORIENTE 
A OCCIDENTE IN UN VIAGGIO DI EMOZIONI
Uno c'è riuscito benissimo. E' il fotografo Steve McCurry,  lo trovi  nel suo Sito ufficiale ricco di foto
Ogni suo ritratto racchiude un complesso universo di emozioni, dolori paure speranze. "Ho imparato ad essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te". Veterano di National Geographic, vincitore di vari World Press Photo, McCurry è più facile trovarlo in qualsiasi parte del mondo che non in America.
McCurry ruba a tutti un pezzetto d'anima, la perfezione di un attimo, di un sentimento destinato altrimenti a essere perduto. dimenticato. Nel suo linguaggio universale delle emozioni, scopriamo che uno sguardo o un  gesto, ci rendano tutti sorprendentemente simili, da Oriente a Occidente.

Vi posto solo alcune foto, forse sono anche troppe, ma è difficile scegliere tra tante stupende.
























lunedì 3 dicembre 2012

Difenderci dai media


Ormai la visione di certi Tg con il quel tono di voce incalzante da bollettino di guerra e quella sfilza di brutte notizie, produce in noi uno stato di allerta cronico o una "sindrome ansiosa di brutte notizie". come viene chiamata dai psicologi che ora stanno studiando gli effetti dei media su di noi. Ci dicono di evitare o ridurre gli effetti indesiderati dei media, essendo sopratutto consapevoli di ciò che articoli, radio, Tv e siti web rappresentano, alcuni sono cibi per la mente, altri sono indigesti e tossici. Come fare?
Sempre interrogarsi: perche' mi hanno fatto vedere quelle immagini che non dovrebbero essere trasmesse? Ma le guardo come ipnotizzato? Chi lo decide..? E' vero che oggi i media "vendono emozioni", e queste sono in grado di passare facilmente i nostri filtri cognitivi, come l'aria passa dall'inferriata. Abbiamo bisogno di combattere la monotonia e l'entropia  che aumenta e minaccia la nostra esistenza. Quindi teniamo presente che siamo noi che andiamo a cercare ciò che ci attira, emozioni meglio se forti filtrate da uno schermo asettico che ce le fa sembrare contemporaneamente vere e distanti. Se proprio lo vogliamo c'è sempre il telecomando.
RICORDIAMO CHE SIAMO CIRCONDATI NOSTRO MALGRADO, DA COMUNICAZIONE MA LA COMUNICAZIONE PREVEDE SEMPRE ALMENO DUE ATTORI. UNO SIAMO NOI.

Fonte: Rivista Psychologies
Patriza Adamoli
Personal life coach a Milano
Già docente di tecnologie comunicatice e media
education all'Università di Macerata

lunedì 11 giugno 2012


Le vacanze possono aspettare, posso rimandarle alla prossima settimana. Questo tempo capriccioso non fa nemmeno bene alla salute, così sono tornata prima ed eccomi tra voi. ♥

Sono successe tante cose in questi giorni. Io accenno solo ad alcune.


Hanno trovato finalmente l'uomo della strage alla scuola di Brindisi. Notizia che tutti aspettavamo. 


Abbiamo assistito in tv al pellegrinaggio fatto a piedi da Macerata a Loreto dei giovani e non solo. A dire il vero, poco se n'è parlato, perchè giornali e tv sono in tutt'altre faccende affaccendati.
Se al primo Pellegrinaggio parteciparono poco più di trecento persone, negli anni successivi si assiste ad una eccezionale progressione numerica, fino a superare novantamila partecipanti.
Il Pellegrinaggio a Piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978, anno dell'elezione di Giovanni Paolo II. Un insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica, lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna a conclusione dell'anno scolastico: viene così recuperata l'antica tradizione, che tendeva sempre più a scomparire nell'attuale clima di secolarizzazione.
Metà circa dei pellegrini proviene dalle Marche, i restanti raggiungono il luogo di partenza - Macerata - da tutta Italia e anche dall'estero. Ho visto in tv quella marea di giovani e non solo, ed è stata una festa per il cuore e l'anima.


Per finire un tocco di leggerezza e simpatia per i nostri amici "animali".

E' stato inaugurato sul Tg5 Bau&Miao avviato ieri da Mediaset e diretto da Mimun.
il nuovo spazio andrà in onda alle 12.20 per due puntate dalla durata di trenta minuti (il secondo appuntamento verrà trasmesso domenica prossima, 17 giugno). Peccato solo due puntate :(

Riporto un pezzetto di un articolo su questo nuovo tg, scritto da Vittorio Feltri che riflette anche il mio pensiero sugli animali.

"Mimun è un signor giornalista, sensibile e attento alle esigenze del pubblico, e inaugurando Tg Bau&Miao ha accontentato milioni di persone che, talora vergognandosene, adorano le bestiole, nei cui occhi trovano la corresponsione di sentimenti profondi e da non sottovalutare per la salute dell’anima, giacché, tra l’altro, anima e animali, non a caso, sono due parole con la medesima radice.
Massì, diciamolo: "chi non ama un cucciolo (e i suoi genitori) è talmente arido che non potrà amare non dico il prossimo, di norma ritenuto un deficiente, ma neanche la morosa". 






venerdì 13 aprile 2012

~¤*§*¤~ SOCIAL NETWORK ~¤*§*¤~

Twitter e Facebook: una nuova rivoluzione



Ogni giorno c'è qualche discussione sui nuovi Social Network come Twitter e Facebook. Giornali e tv ne parlano, discutono. Il fenomeno colpisce alcuni, altri li trovano inutili o addirittura dannosi. Alcuni grandi comunicatori disquisiscono su questi fenomeni e si interrogano sulla loro effettiva utilità, altri non sanno se andarci oppure no. Dubbi che attanagliano anche i comunissimi mortali. I quali o ci vanno a nozze e utilizzano tutto o quasi. Mentre altri si tengono le loro perplessità. Sicuramente capita anche a tutti noi di parlarne con amici e familiari discutendone più o meno animatamente e ognuno ha la sua "idea" in proposito.

TWITTER E' COME IL TELEFONO, LA RADIO E LA TV: UNA RIVOLUZIONE: ECCO COSA NE PENSAVANO ALLORA... 

Non c'è da meravigliarsi, perchè tutte le invenzioni hanno avuto nel passato i loro sostenitori o denigratori. 
Per esempio quando inventarono il fonografo Jean Bouillaud dell'Accademia Francese delle Scienze, disse: "Impossibile che le nobili corde dell'uomo vengano sostituite dal freddo, vile metallo". E quando nel 1842 Samuel Morse presentò il telegrafo al Congresso americano "molti sostenitori dichiararono di non nutrire alcuna fiducia in quel arnese". Il telefono? "Non è che un giocattolo", dissero a Bell, invitandolo a dedicarci a cose più serie. "La radio non ha avvenire", sentenziò il presidente della Royal Society nel 1897. Ed Edison confermò anni dopo: "Quella della radio è una mania che passerà presto". E il direttore della 20th Century Fox tranquillizzava gli amanti del cinema: La televisione non reggerà il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà presto di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno..." Twitter e Facebook non sono il telefono e nemmeno la tv, ma sono diventati nel bene e nel male un simbolo della rivoluzione dei nostri giorni che sta cambiando il nostro modo di sapere, di leggere e comunicare. Questo può più o meno far piacere, ma esiste. Può provocare incidenti? Ferite mortali? Provoca soffocamenti? Nessuno lo mette in dubbio. E c'è un sacco di gente che non  le sa ancora guidare. Alcuni rimpiangono i tempi in cui non c'erano. Eppure a nessuno viene in mente di prendere la carozza a cavalli per andare al mare.

Fonte: Mario Giordano su A



sabato 21 gennaio 2012

Giudizio e reality

In questo periodo succedono tanti avvenimenti negativi e tragedie. I media certamente fanno il loro lavoro, ma spessissimo costruiscono attorno ai personaggi coinvolti in tragedie una ragnatela di colpevolezza che non sempre nel tempo risulta essere tale. Tutto, anche la morte diventa gossip e reality con tanto di stuoli di esperti che rilasciano pareri tecnici, gruppi su Facebook, rimandi a Love Boat e pruriginose interviste a ballerine moldave. Nessuno ha voglia di aspettare il corso della giustizia, la condanna la troviamo già scritta ovunque, anche noi ci mettiamo del nostro per giudicare senza sapere se ciò che ci dicono è tutto vero. Ho letto questa citazione di Chesterton che mi sembra scritta oggi, per il nostro tempo. 


"Nessun uomo può essere veramente buono finché non conosce la sua malvagità, 
o quella che potrebbe avere; finché non abbia esattamente compreso quanto poco abbia diritto di esprimere tutti quei giudizi e questo disprezzo e di parlare di "criminali" come se fossero scimmie di una foresta lontana mille miglia; finché egli non ha spremuto dalla sua anima l'ultima goccia dell'olio dei farisei."
(I racconti di p.Brown) di Chesterton Gilbert K.