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giovedì 9 ottobre 2014

La campagna che non c'è piu'


Un passato di vendemmie

In questo periodo di vendemmia mi sono tornati in mente i tempi in cui ero bambina e ragazzina. In quel tempo vendemmiare era una gran festa per tutti, praticamente un avvenimento vero e proprio in cui tutti partecipavano piccoli e grandi. Qui da noi la vendemmia si faceva quasi sempre entro la metà di ottobre. La campagna di mio nonno era grande e ci volevano parecchie braccia. Ed ecco apparire per incanto parenti lontani e amici tutti uniti per vendemmiare. Anche se faticosa era qualcosa che si faceva volentieri tra risate canti e dispetti e gare tra chi ne raccoglieva di piu'. Io temevo gli insetti sin da piccola, e le api durante la vendemmia festeggiavano pure loro sui chicchi maturi. Ricordo che perdevo tempo a cercare grappoli che non avessero api, era una ricerca quasi vana. Poi le merende dopo la vendemmia, semplice pane e formaggio con salame tagliato grosso. Peccato che quella campagna non esiste piu' da tanto, c'è la zona industriale ora. Se ci fossero fabbriche aperte almeno avrebbe avuto un senso quella vendita a un prezzo irrisorio a cui fu costretto mio nonno, e le fabbriche che stanno al posto della campagna sono tutte in abbandono. Ora non si recupera nulla si fanno altri capannoni (rari ora per la crisi) e si lasciano in abbandono le vecchie fabbriche. Che tristezza...

Dipinto di Roberto Budicin – Vendemmia (olio su tela, 30×20 cm)




martedì 8 aprile 2014

Grandi fotografi

Steve McCurry
AMORE PER LO SCATTO


Steve McCurry è l'autore dello scatto più famoso (e costoso) del mondo:  "la ragazza Afghana"  che diventerà la copertina più famosa del National Geographic Magazzine. Ma il suo segreto è un'altro: "vedo l'anima colorata della vita". I critici la considerano una moderna "Gioconda", è stata venduta all'asta da Christie's alla cifra record di 147.000 $. Questa foto ha riscosso talmente successo che McCurry è ritornato a Sharbat e l'ha ritratta di nuovo. Ogni sua fotografia ferma un istante, ma in effetti, porta con se una lunga storia, rappresenta una parte delle esperienze che ha vissuto. McCurry ha corso tanti rischi per la sua passione, in Bosnia, India, Pakistan Afghanistan, Birmania. Non ha mai ascoltato l'umanissima voce che gli diceva di lasciar perdere e proteggersi perche' era troppo pericoloso.  Ma come lui ripete spesso: "chi vuole fotografare deve solo stare concentrato su quello che sta facendo".
Fonte: Donna Moderna

La sua passione si vede in ogni foto, Qui il sito con la galleria di alcune sue foto. Posto alcune delle fotografie che mi hanno più  colpito.


"Le sue foto vanno dritte al cuore. Ti si conficcano e cambiano, qualche volta..."

Cliccate sopra per vederle ingrandite

















Tsunami in Giappone










giovedì 2 gennaio 2014

♫♥ Una canzone è un'emozione ♥♫



Questa è la mia canzone preferita, quella che mi faceva sognare
da ragazzina.



Qual'è la vostra? 




mercoledì 11 dicembre 2013

L'altalena dei ricordi

L'ALTALENA


L'altalena è stato il più  bel gioco della mia infanzia.
Per divertirci da piccoli avevamo bisogno di una spinta per volare. Di solito erano papà o mamma a farlo oppure amici più grandicelli. Quando poi riuscivamo a farcela da soli quella spinta diventava una specie di passaggio dall'infanzia all'età più grande. Ricordo bene quando imparai a darmi la prima spinta da sola, fu una soddisfazione bellissima che non dimenticherò mai. Spesso chiudevo gli occhi per sentire quella magica sensazione di poter volare.
Andare in altalena sempre più in alto diventava poi anche una gara con gli amici. 
L'altalena che avevo da piccola l'aveva fatta mio padre con una tavola di legno e una grossa corda, era molto simile a quella dell'immagine sottostante. La portavamo sempre con noi quando alla domenica andavamo con altre famiglie nel vicino bosco a fare merenda sul prato. 
Veniva saldamente legata al ramo più adatto dal mio papà. Poi, noi bambini, si litigava per i turni. Saliti sull'altalena nessuno voleva più scendere.



Piccole curiosità - Il significato dei sogni
SOGNARE DI ANDARE IN ALTALENA

Sognare di spingere un'altalena rivela incertezze sul futuro, se si è spinti da qualcuno invece il sognatore fatica ad ammettere i propri errori. Cadere dall'altalena presagisce sentimenti positivi nei vostri confronti e buone notizie in campo amoroso. Vedere un'altalena rimanda a un matrimonio felice, se l’altalena è vuota però indica indecisioni. Se sognate di andare in altalena la vostra intraprendenza potrebbe essere ostacolata.



CURIOSITA' DAL MONDO
L'ALTALENA PIU' PERICOLOSA DEL MONDO

L’altalena non è un gioco per bambini. Almeno, se parliamo della “Altalena alla Fine del Mondo”, come è soprannominata quella di Baños, in Ecuador. L’altalena si trova presso la Casa del Árbol (la casa sull’albero), che come suggerisce il nome è una piccola casa realizzata su un albero, che contiene una stazione di monitoraggio sismico, posizionata sull’orlo di un burrone


All’albero è attaccata anche un’altalena, che permette di dondolare oltre l’orlo del precipizio, senza nessun tipo di protezione (non ci sono cinture di sicurezza o altri sistemi per evitare cadute).
Nonostante il pericolo (una caduta sarebbe quasi sicuramente fatale) sono molti i turisti che sfidano la morte in cambio di un’esperienza che deve essere sicuramente adrenalinica.


Fonte: Qui



venerdì 22 novembre 2013

♥ L'arte del cuore ♥

Kahlil Gibran: "Anelo all'eternità perché lì troverò i miei quadri non dipinti e le mie poesie non scritte".


Oggi vi parlo del pittore William Bouguereau (1825-1905)  pittore francese del Classicismo. Qui  trovate altre delle sue bellissime opere.
Sembra talmente semplice il suo modo di dipingere, ma trasmette così tanto secondo me. Le sue creature per la maggior parte sono povere, ma lui con la sua arte riesce ad esaltare la loro condizione di miseria, sa dare a questi volti le caratteristiche della divina bellezza, regala emozioni.
Vi parlo di lui perche' nel 1998 appena comprato il primo pc, in una mia ricerca sull'arte, (allora usavo il motore di ricerca Arianna), vidi queste opere d'arte per caso e me ne innamorai subito. Spero piacciano anche a voi.
Bouguereau ha dipinto anche altri soggetti molto belli,  io preferisco quelli con i bambini e le donne. Il video è bellissimo e le immagini dei suoi dipinti scorrono veloci, la musica è scelta bene e accompagna tutto armoniosamente. Da vedere per chi ama l'arte del cuore e dell'anima.


♥ ♥ ♥




giovedì 12 settembre 2013

Ultimi scatti

I miei piccoli e ultimi scatti di fine vacanza


Ho trascorso ancora qualche giorno al mare, il tempo era bello e caldo. Settembre è un mese bellissimo. Le foto che ho fatto mostrano l'entrata della spiaggia che frequento, praticamente il tragitto che faccio, così ci venite con me ora ;) Poi alcune altre foto scattate in giro per Bibione.










Grazie per avermi seguita e spero che la passeggiata mattutina sulla spiaggia di Bibione vi si sia piaciuta ;)


giovedì 9 maggio 2013

Natura

Ci sono tunnel e gallerie in cui non vorremmo mai entrare 
e speriamo di uscirne il prima possibile.
In questa forse non vorremmo uscirne più, che dite?




domenica 14 aprile 2013

♥ Andar per giardini ♥

Finalmente è arrivata la primavera! 



Andiamo allora per parchi e giardini a bearci dei colori 
della natura. Si inizia con Amsterdam

Keukenhof è il nome di un parco botanico olandese situato nei pressi della città di Lisse, nell'Olanda Meridionale, circa 35 km a sud-ovest di Amsterdam. È una delle principali attrazioni dei Paesi Bassi ed è considerato il più grande parco di fiori a bulbo del mondo, oltre che uno dei luoghi più fotografati in assoluto.

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La natura è un miracolo che si perpetua ogni giorno davanti ai nostri occhi, e noi spesso non riusciamo a vedere.
- Stephen Littleword -







Sarphatipark (Amsterdam)



Vondelpark








lunedì 21 gennaio 2013

Ricordi d'infanzia


ROVISTANDO TRA I RICORDI
Amarcord  d'infanzia


Ieri, rovistando tra le cose di mia mamma, ho trovato alcune immagini molto rovinate dal tempo, per fortuna si vedeva  chiaramente la campagna di mio nonno e i mucchi di fieno accatastati con la forca a forma di collinetta sull'erba. Da noi le chiamavano "mede". Allora il fieno non veniva arrotolato con le macchine come si usa oggi. Da piccola con alcuni cuginetti facevamo alla base delle mede delle nicchie comode, stavamo sotto quando pioveva, più spesso per nasconderci, o per giocare e raccontarci storie di paura, come le chiamavamo noi. Ognuno doveva aggiungere alla storia un elemento terrorizzante, non mancavano mai i fantasmi, o l'uomo nero come andava di moda in quel tempo.



Spesso la storia non finiva per via dello spavento. e scappavamo quindi a gambe levate al minimo rumore. L'asino di un vecchio zio, veniva qualche volta a mangiare il fieno della nostra meda senza che ce ne accorgessimo, anche quello era motivo di fuga per timore di prendersi una zoccolata o un morso. Gigio era l'asino  dello zio Carlo, un animale bello e simpatico, aveva una dentatura smagliante e una ragliata niente male. Quando ragliava, noi bambini gli gridavamo: - "ridi ..ridi" - e lui apriva la bocca mettendo in mostra i dentoni e le gengive. 


L'odore del fieno era così forte e piacevole che me lo ricordo ancora. Secondo me è l'odore più buono che esista. E' proprio vero che i profumi e gli odori rievocano i ricordi, sono un po' come la macchina del tempo, ci danno la stessa emozione vissuta tanto tempo fa.